Ligucibario: al via la collaborazione con Artès

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Fra i momenti più caratterizzanti dell’appena trascorso 2016 affiorano soprattutto alla memoria la lettura di un libro e l’incontro con un manager.
Il libro è Ultimi, di Antonio Galdo (ed. Einaudi, 2016), impietosa lacerante radiografia di un’Italia prostrata, dove quasi nulla funziona, libro di statistiche, per propria natura oggettive, dove al turismo stesso – pp. 61-65 – si riserva un incipit, assai argomentato, come “siamo andati sempre e solo indietro”. Il resto del capitolo è la rete di trasporti inadeguata, sono le strategie promozionali pleistoceniche, i sistemi ricettivi poco target oriented, e gli sterili dibattiti su fino a che punto (fino a che punto??) un museo, un sito, un’abbazia possano e debbano esser valorizzati come attrattori turistici…
Sempre citando Galdo, il brand Italia nel 2005 era primo al mondo, ora è 18mo. Gli arrivi diminuiscono; e nel 2015, allorché la quota di turismo internazionale captata dall’Italia è scesa a 4,1%, le presenze sono calate del 5% mentre nella “travagliatissima” Grecia sono salite dell’11%. In Spagna, la voce turismo pesa il 22% del PIL, in Italia non giunge al 10%, cosicché la Spagna nel 2015 ha battuto un nuovo record con 68 milioni di ospiti, ormai seconda nella classifica mondiale. Il Travel&Tourism Competitiveness Index, infine, alla voce “efficacia del marketing per attrarre turisti” posiziona l’Italia 123ma.
Un Paese di record negativi, talora ultimo anche là dove, storicamente e “geneticamente”, fu primo. Un Paese dove non si fa sistema.
Maurizio TestaIl manager, invece, è Maurizio Testa, presidente di Artès (lo incontri qui http://experienceforyou.org/artes/ oppure qui http://www.experienceforyou.com/new-homepage/ oppure qui http://artes2italy.com/home-artes/ …). Ci siamo conosciuti – da relatori, in successione – durante un convegno nazionale sul turismo, svoltosi a Finalborgo (SV) il 29 ottobre scorso. Mentre commentava a voce le proprie slides, non solo avvertivamo profonde consonanze fra le sue tesi e le nostre, ma ci entusiasmava la bellezza del suo progetto, a nostro parere forse – in assoluto – il più stimolante nell’attuale panorama nazionale. Di cosa si tratta?
Artès è acronimo per Animazione Relazionale per il Turismo Esperienziale. In estrema sintesi, e chiedendo venia per alcune semplificazioni, Artès è un’articolata, ma agile, struttura, che promuove con idonei “programmi” l’integrale coinvolgimento dell’ospite/cliente nel vivere l’esperienza turistica. Utilizzando il territorio italiano come inesauribile scrigno di risorse, tradizioni e folklore, giacimenti enogastronomici e quant’altro, e creando reti specifiche con attori sia pubblici sia privati, Artès forma “operatori” altamente specializzati in grado di progettare ed erogare per l’ospite/cliente nuove forme di fruizione dei beni e dei patrimoni materiali e immateriali del nostro Paese. Edutainment nell’accezione alta della parola, storie da vivere insieme, persone che accolgano persone condividendo e “linkando” passioni, l’ospite/cliente ora protagonista di ciò che avviene e di ciò che vive, non più solo ascoltatore di uno storytelling, bensì a centro scena di uno storyliving.
Corso Operatore per il Turismo EsperienzialeScrive Maurizio Testa che “un Operatore Artès è un produttore di “beni relazionali”, prodotti che per la loro natura sono sostenibili, non inquinano, fanno bene alle persone, e durano per sempre nel cuore e nella memoria di chi vi ha partecipato”. L’Operatore Artès inoltre fa capo ad Assotes, organismo professionale riconosciuto dal MISE.
Quale Paese, in tal senso, potrebbe competere con l’Italia? Quale Paese, malgrado tutto, vanta l’allure dell’Italia? Non a caso l’incoming desidererebbe sempre più conoscerla nei suoi aspetti più autentici e meno massificati, sempre più i cercatori di bellezza focalizzano il come più del dove, esplorando anche i piccoli centri di provincia, visitando i circuiti delle botteghe storiche, acquistando artigianato, esigendo narrazioni.
Artès commercializza on e off line questi “programmi” presso l’intermediazione ed altri soggetti coinvolti nella filiera turistica, affinando un catalogo che via via coinvolge tutte le regioni. E’ un cambiamento di prospettiva (strategica e operativa) epocale, che può sortire sviluppo socioeconomico, occupazione e opportunità di retravailler anche là dove il turismo vive finora stentatamente. Storia ArtèsE’ un cambiamento che potrebbe restituire all’Italia alcuni di quei primati che ormai più le mancano.
Ligucibario® non può sottrarsi ad una sfida tanto meritoria e stimolante. Nasce infatti proprio in questi giorni la nostra collaborazione con Maurizio Testa ed i suoi staff, collaborazione di cui siamo onorati e che ci motiva a riproporre alcune delle “tesi” e progettualità che più ci stanno a cuore. La Liguria infatti è terra paradigmatica di molte destinazioni cosiddette mature, dove occorre continuamente rimboccarsi le maniche per rinnovare e destagionalizzare l’offerta, per integrare costa ed entroterra, per innalzare, anche tramite momenti formativi ad hoc, la cultura del welcome.
In tal senso, Ligucibario® mette a cantiere un evento pubblico, di cultura e management turistico, che si terrà indicativamente fra fine febbraio ed inizio marzo, e – via via – 5 “programmi” di turismo esperienziale, di cui uno – in fase di ultimazione – dedicato al pesto genovese, ed uno alla spungata di Sarzana, il dolce della Via Francigena.

Al lavoro!

Dott. Umberto Curti e Dott.ssa Luisa Puppo

Ligucibario®