Intervista a Luisa, operatrice per il turismo esperienziale a Napoli

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Oggi intervistiamo Luisa Fucito, eclettica operatrice per il turismo esperienziale partenopea che ci accompagnerà attraverso le bellezze della sua città, Napoli. 

 

Ciao Luisa, vuoi presentarti?

Mi chiamo Luisa Fucito, sono una storica dell’arte e una guida turistica abilitata della regione Campania. Ho due lauree, una conseguita presso l’università degli studi di Napoli Federico II in lettere e filosofia, e una conseguita presso l’università degli Studi Suor Orsola Benincasa in beni culturali. Amo l’arte in tutte le sue forme, ma in particolar modo la scultura arte inscindibile dalla mia città, la bellissima Napoli. La mia famiglia, da quattro generazioni, è direttrice tecnica di una fonderia d’arte molto importante a livello internazionale, la fonderia Chiurazzi. Sono anche docente di italiano e storia dell’arte e restauratrice. Trovo sempre un po’ complesso definirmi, ho molte passioni e una formazione che definirei eclettica. Sono molto pragmatica e cerco sempre di dare e fare il meglio con tutte le sfide che mi si propongono.

 

Com’è avvenuto il contatto con il progetto Artès?

Il contatto è avvenuto tramite una carissima amica, Anna Principe, che era già in contatto con l’ideatore del progetto, Maurizio Testa. Anna ed io ci muoviamo praticamente in simbiosi da ormai molti anni, anche lei ha seguito il mio stesso percorso di studi e condividiamo molte passioni. Abbiamo quindi deciso di partecipare al corso Artès tenutosi a Roma. Ho avuto una buonissima impressione del corso, con un clima di pura accoglienza e sensibilità, come trovarsi all’interno di una famiglia. La grande sfida per me è stata quella di scrivere un palinsesto che risultasse preciso e curato, poiché si trattava per me di una cosa nuova, mai provata prima! Mi è sembrato di dovermi calare nei panni di una sceneggiatrice cinematografica, ma sono molto orgogliosa del mio progetto e di come si è sviluppato.

 

Perché hai deciso di diventare operatrice per il turismo esperienziale?

Già da molto tempo stavo riflettendo sul fatto che il turismo fine a sè stesso è cosa ormai superata. Ho sempre pensato di combinare, in maniera abbastanza empirica, al mondo dell’arte quello dell’esperienza. Avendo a che fare con le fonderie, mi sono resa conto che l’esperienza e il “fare per imparare” sono fattori estremamente importanti! I visitatori che si relazionano per la prima volta con questa forma d’arte, non solo devono vedere e assimilare dati, ma anche provare con mano, relazionarsi in prima persona. Io stessa adoro farmi coinvolgere da nuove esperienze, da nuove storie, e dunque già nel mio piccolo stavo mettendo in atto questo progetto. Artès per me è arrivato al momento giusto, e ha reso possibile la realizzazione di questo proponimento rendendolo però più sistematico, dandomi degli strumenti per creare nuove storie.

 

Di cosa parla il tuo primo palinsesto?

Il mio primo palinsesto parla di Napoli che sta attraversando un momento difficile e io vestirò i panni della direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. I turisti diventano loro stessi cittadini napoletani e il loro compito sarà quello di aiutare la città a ritrovare la fortuna perduta. Grazie agli spunti offerti dalla Napoli più antica e autentica, dovranno creare dei porta fortuna, degli oggetti apotropaici che riescano a scacciare la malasorte dalla città e a ristabilirne l’ordine. Ai visitatori verrà anche data una pergamena con dei detti napoletani, che devono ripetere durante il percorso nel centro storico della città. A conclusione di questo percorso ci avvieremo presso la bottega di un abilissimo artigiano, situa nel centro storico, che ci aiuterà, grazie alla sua bravura ed esperienza, a dar vita al nuovo portafortuna della città di Napoli, partendo sempre dalla forma del famoso cornetto. Si farà poi il rito scaramantico del lancio del sale e si concluderà la serata all’interno di una locanda tipica che abbraccia l’atmosfera più autentica di Napoli.

 

Hai un sogno nel cassetto?

I miei cassetti sono sempre pieni di sogni. Vorrei creare una serie di palinsesti che abbiano come protagonista non solo Napoli, ma tutta la Campania, regione ricca di storia e bellezze artistiche. Per me è importante lavorare e poter vivere facendo ciò che amo, fare delle mie passioni un lavoro, coinvolgendo il più ampio pubblico possibile. Artès ha proprio questo obiettivo, ha un valore fortemente pedagogico e vuole conservare dei valori che non riguardano solo i beni materiali, ma anche l’amore e la passione, le tradizioni e tutti gli aspetti che fanno parte della nostra vita.

Intervista di Alice Mion