Intervista a Daniela per il palinsesto “Siamo tutti artisti”

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Oggi siamo in compagnia di Daniela, una delle nostre operatrici per il turismo esperienziale.
Daniela vive a Roma,  dipinge, produce bozzetti per le sue realizzazioni pittoriche su seta, e tiene corsi nel suo atelier all’Eur.

 

Ciao Daniela, benvenuta, ti va di iniziare col dirci qualcosa riguardo a questa tua passione?

D. Certo, tutto nasce dal mio amore per la pittura e dalla profonda convinzione che, come dico io: SIAMO TUTTI ARTISTI. È in virtù di questo che diversi anni fa ho deciso di creare e depositare il marchio STArt, “Siamo Tutti Artisti” appunto, e di studiare apposite metodologie, attingendo da alcuni principi del mentoring, per dare a tutti la possibilità di scoprire ed esprimere la propria creatività. Con me, anche chi si ritiene negato, ma ha passione e desiderio di dipingere, può realizzare, nel giro di poche ore, la propria opera.

Come mai hai aderito ad Artès?

Ne condivido i principi al 100%. Si parte dalla relazione umana e dall’ idea che la condivisione di una passione comune, il relazionarsi attraverso questa, accresca il valore dell’ esperienza stessa, facilitando la creazione di un legame empatico dato dall’uso di un linguaggio comune. Inoltre, una delle mie caratteristiche più spiccate è la curiosità. E quindi il desiderio è anche quello di fruire delle passioni condivise dagli altri appartenenti alla famiglia Artès, di incrociare altre storie, altre vite, altri talenti.

Dunque la condivisione dei valori, ma perché hai deciso di fare l’operatore per il turismo esperienziale?

Sono un amante del fare, dello sperimentare. Voglio restituire in qualche modo quello che ho ricevuto, quello che ho appreso. I talenti non devono essere conservati, secondo me, ma condivisi e se questo spirito di condivisione, poi, diventa anche motore di un’economia, beh…direi che in Italia ne abbiamo decisamente bisogno. Inoltre penso sia importante testimoniare che le nuove idee, i sogni, se ci si crede, possono realizzarsi e diventare, appunto, motore dell’economia stessa.

 

Mi pare di capire che il desiderio di creare  valore sociale e di agevolare l’incremento dell’indotto economico del territorio in cui vivi, siano stati per te incentivi determinanti…

Assolutamente si. Penso che i beni che oggi aumentano maggiormente la qualità della vita siano quelli relazionali e che essendo possibile trasformarli in un valore aggiunto che abbia anche la sua giusta retribuzione, il suo risvolto economico, insomma, vadano assolutamente promossi e resi fruibili.  Anche perché la ricchezza crea nuova ricchezza in tutti i sensi. Alla fine è la collettività a trarne vantaggio.

 

Possiamo dire che sposi in pieno i principi dell’economia civile cui accennavi indirettamente anche prima…

D. Si. Ho lavorato nel campo dell’informatica per 25 anni. Ho cominciato da ingegnere con l’attività sistemistica e ho completato il mio percorso con il ruolo di amministratore delegato della finanziaria di una grande multinazionale. In questi contesti ho potuto riscoprire e mettere a frutto la mia passione per l’innovazione e per la creatività, che sono alla base sia della carriera artistica che di quella ingegneristica. Mi sono trovata a dover studiare soluzioni tecniche, piuttosto che finanziarie, che alla fine dei  giochi, comunque, dovevano mirare ad aumentare la qualità della vita della gente. Anche perché secondo me, al centro di tutte le attività, ci dovrebbe essere sempre lo spirito di servizio.


Non posso che essere d’accordo con te….

L’ascolto, la comprensione delle esigenze dell’altro ed il desiderio di trovare insieme la soluzione a questa esigenze, è per me il punto di partenza. Chiunque non agisca secondo questa logica, magari porta a termine il lavoro, ma sicuramente non accresce valore, cosa che, invece, a parer mio, dovrebbe essere il fine primario di ogni attività, lavorativa e non.

 

Abbiamo già parlato del tuo amore per l’arte, ma se dovessi spiegare quale sia la passione principale sulla quale verterà il tuo palinsesto, cosa potresti dirci?

D. Quello che vorrei è riuscire a realizzare, insieme col turista, un valore che sia portatore di bellezza attraverso il linguaggio della pittura, dell’arte. Mediante gli strumenti messi a punto e il metodo STArt che ho ideato, penso di poter trasferire a chi entrerà in relazione con me, scegliendo di condividere questa esperienza, la mia competenza, il mio talento e la mia grande passione per Roma. L’obiettivo sarà quello di creare un elaborato, un disegno, un bozzetto, che possa essere trasformato in un foulard ed inserito nella sezione shop del mio sito, esposto e reso acquistabile attraverso il sito stesso. I diritti dell’opera rimangono di mia proprietà, ma potrà comunque esserci la soddisfazione personale di aver contribuito alla sua realizzazione e di vedere il risultato della propria arte affacciarsi a tutto il mondo.

 

Ci è giunta voce che una delle tue opere sarà video proiettata sugli schermi di Washington, Hollywood e New York nei mesi di Maggio, Luglio e Ottobre 2016, ci racconti qualcosa di più?

D. Si, l’opera “Piazze di Roma”, nello specifico, varcherà i confini dell’Italia per aprirsi ad orizzonti internazionali. Avverrà in occasione di alcuni Tour organizzati da un editore italiano, EA editore, che ha selezionato alcuni artisti e promosso questi tour, appunto.

Inoltre a Maggio 2016, ci sarà una mostra a Roma in occasione del Giubileo, nella quale verrà esposto il mio ritratto del Papa in azione.

Quando la tua arte esce da casa tua, ti mette in relazione col mondo. Io vorrei che la mia fosse arte da indossare, e quando parlo di arte da indossare, ci tengo a precisarlo, non mi riferisco al fatto di entrare nei meccanismi della moda, ma a quello di dare attraverso le persone che indosseranno le mie opere, gambe all’arte stessa, facendo del loro quotidiano, un museo a cielo aperto.

L’arte deve ispirare positività. Io uso sempre colori molto vivaci…del resto sono siciliana, ce l’ho nel sangue la solarità.

 

A.Ti va di raccontarmi in breve la tua prima “Storia da vivere insieme”?

Ci si ritrova insieme in una bar di via Benedetto Croce per familiarizzare davanti ad una bevanda calda e un dolcetto, fatta conoscenza discutiamo l’impresa di produrre un’opera ciascuno che vada a integrarsi con la mia opera Piazze di Roma per realizzare un foulard unico per ogni partecipante. Ci spostiamo subito dopo dall’altra parte della strada, nel mio atelier. Il primo passo è quello di familiarizzare con foglio e matita. Saperla tenere in mano, ad esempio, pare assurdo, ma non è così semplice. Esistono degli esercizi appositi per prenderci confidenza. Il secondo esercizio è quello di inventarsi un proprio logo, per esercitare la propria fantasia e migliorare la propria capacità grafica. Il logo è la propria firma, parla di sé, quindi è importante. Infine chiedo ai miei “turisti-aiutanti” di scegliere un’impressione di Roma da voler riprodurre. Carichiamo sul computer i bozzetti, e dopo alcuni piccoli ritocchi di grafica e di colore, li inseriamo nella parte in alto a destra del mio foulard “Piazze di Roma”, sostituendo una delle piazze da me realizzate con quella realizzata da loro, e dunque emergono quei modelli originali che trovi nel sito www.onartediem.it, pronti per la stampa su seta e a fare il loro ingresso nel mondo. Ciascuno dei partecipanti riceve il proprio disegno, col marchio in cera lacca Dm, che è poi il marchio della mia attività. 4 bellissime ore insieme, che creano un risultato tangibile, si, ma prima di tutto relazione.

 

Possiamo quindi dire che l’obiettivo relazionale nella tua storia è stato raggiunto?

Assolutamente si. Fra un pasticcino e l’altro, un suggerimento reciproco o il racconto di un momento vissuto in occasione della propria visita Romana. C’è stata grande allegria. Posso davvero dire di aver conosciuto meglio alcuni ospiti in poche ore, di quanto non abbia avuto modo di fare con persone con cui ho lavorato per anni.

 

Quindi che ruolo ha il turista nella tua storia?

D. Quello di artista direi. Il turista diventa a tutti gli effetti attivo nella creazione di un’opera. La giornata si conclude simbolicamente con il gesto magico di riporre la matita STArt nel boccale omonimo, quasi come se i panni dell’artista venissero dismessi,  ma la realtà è che una volta che la propria arte è stata impressa e lanciata, attraverso il sito, in tutto il mondo, il turista avrà scoperto che artista lo può essere davvero ogni giorno, e il manufatto prodotto sarà lì a ricordarlo a lui e agli altri.

 

Nonostante i successi già ottenuti e quelli attualmente in divenire, avrai ancora un sogno nel cassetto da realizzare immagino. Posso chiederti qual è?

La creatività è un continuo divenire. Ogni giorno le esperienze forniscono spunti per crescere e dare il via a nuove attività. In questo momento il mio obiettivo, il mio sogno, è quello di concretizzare la mia presenza nel mondo come portatrice di un valore, di arte da indossare, appunto, che rivoluzioni sia l’arte che la moda. Il coinvolgimento delle persone su questo fronte è il prerequisito fondamentale per trasformare questo sogno in realtà e far si che non resti solo mio.