Il fantasma della Riviera del Brenta. Villa Foscari detta “La Malcontenta”, tra storia e mistero.

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Lungo le rive del fiume Brenta, sorge la villa palladiana Foscari detta “La Malcontenta” tra storia e leggenda il racconto di un luogo forse poco noto, ma affascinante e misterioso.

Ricordo con nostalgia la prima volta che visitai Villa Foscari detta “la Malcontenta”. Frequentavo ancora le scuole elementari e, insieme alla mia classe, trascorsi una giornata “didattica e istruttiva”, girovagando tra le mura e i giardini di questa splendida villa palladiana. Non ho posto a caso le virgolette sulle parole “didattica e istruttiva”, poiché ricordo benissimo che tutta la mia eccitazione e meraviglia dell’epoca derivavano dalla leggenda del fantasma che aleggia intorno a quest’imponente e severa costruzione.
Ma procediamo con ordine, dando prima qualche informazione storica riguardante la storia e la struttura della villa:
Villa Foscari detta “la Malcontenta” è l’unico esempio di villa palladiana sulle rive del Brenta a pochi chilometri da Venezia. Fu edificata dall’architetto Andrea Palladio verso la fine del 1550 su commissione dei fratelli Nicolò e Alvise Foscari, membri di una delle famiglie più prestigiose del veneziano. L’aspetto di Villa Foscari, uno stabile singolo che ricorda molto la famosa Villa Almerico Capra detta La Rotonda di Vicenza, tradisce la sua funzione suburbana di residenza ben lontana dalle funzioni agricole. La facciata principale è rivolta verso il fiume Brenta e le due scalinate principali accoglievano un tempo i visitatori costretti ad approcciarsi alla dimora via fiume. Domina l’imponente pronao sorretto da sei colonne un stile ionico e il timpano bianco dal gusto prettamente classicista. Il Palladio utilizzò materiali poveri per la costruzione della Villa senza però levare austerità e magnificenza alla costruzione stessa. Le sale sono impreziosite da affreschi e dipinti celebrativi della famiglia Foscari e richiamanti temi classicheggianti, com’era moda all’epoca.
Ma torniamo al mio punto di vista di bambina, forse più accattivante, senza impiego di paroloni tecnici di chi ormai è stato contaminato dagli studi in ambito artistico. Vi parlavo della presenza, presunta o meno, di un fantasma al suo interno. Secondo la leggenda, la giovane Elisa Dolfin, sposa di Nicolò Foscari, venne rinchiusa dal marito stesso all’interno della villa a causa del suo comportamento libertino e licenzioso. La donna morì trent’anni dopo, sola e per l’appunto “malcontenta”. Le testimonianze dell’avvistamento del fantasma sono numerose, spesso condite da dettagli macabri che, strano ma vero, creavano nel mio animo di bambina una curiosità mista a spavento e meraviglia. “Chissà se anche noi riusciremo a vedere il fantasma?” mi domandavo ascoltando sì e no le nozioni impartiteci dalla nostra guida.
Ma nulla, nessun accenno al fantasma, nessuna storia alla “Piccoli Brividi”, la famosa collana di libri dell’orrore per ragazzi che all’epoca leggevo con avidità, nessun racconto interessante da poter conservare gelosamente tra le pagine del mio diario.
Con questo breve articolo vorrei porre l’accento su di un fatto forse anche troppo serio e troppo complesso, anche per me. La Riviera del Brenta è un territorio ricco di storia, favole e paesaggi naturalistici che fanno sognare grandi e piccini. Il suo più grande “difetto”, quasi un’onta insormontabile, è quello di trovarsi alle porte della “siora” (n.d.a “signora” in veneziano) per eccellenza, Venezia.
Per tale ragione, la Riviera del Brenta, viene spesso considerata un dormitorio per turisti, ammassati nelle varie fermate ACTV (n.d.a Il consorzio di trasporti del Veneziano) in attesa del bus, magari trovandosi alle spalle Villa Pisani, magari avendo davanti agli occhi la lastra celebrativa che ricorda il passaggio di Dante Alighieri a Oriago, magari con il rumore gorgogliante del Brenta di sottofondo.
Venite a conoscere la Riviera del Brenta, la mia terra, sono sicura che appagherà la vostra voglia di conoscenza e scoperta senza lasciarvi delusi. Vi chiedo anche un favore personale; se mai visiterete Villa Malcontenta e avrete la fortuna di scorgere il celeberrimo fantasma di Elisa Dolfin, fatele sapere che quel giorno di molti anni fa, l’ho attesa e cercata ovunque prendendomi non pochi rimproveri da parte della mia maestra.
Articolo di Alice Mion.