C’era una volta Palazzo Ammicc…Una storia da vivere insieme

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Un tesoro nascosto, una fanciulla rapita e un fantasma: sono gli ingredienti perfetti e necessari per una storia di successo che racconti Palazzo Ammicc, il grande castello che troneggia su Bernalda.

 

C’era una volta Palazzo Ammicc… In realtà c’è ancora. Con la sua imponente struttura e con tutto l’armamentario di storie che si porta dietro. E come tutte le storie che si rispettino non possono di certo mancare alcuni elementi chiave.

Si narra che una ricca famiglia abitasse Palazzo Ammicc; il capofamiglia, in punto di morte, confessò di aver nascosto tutte le sue ricchezze all’interno del castello. E qui iniziano i problemi, perché l’unico modo per conoscere l’ubicazione di tanta ricchezza, è sacrificare un bambino non ancora battezzato… Fortunatamente nessuno osò mai tanto e il tesoro giace ancora tra le possenti mura.

Ma c’è dell’altro. Un’altra leggenda racconta che la proprietaria del palazzo, tale Lalla Micca, avesse messo al mondo molte figlie e pochi figli (palazz ammic femmn assje uommn picc, per l’appunto). Una in particolare era di una bellezza da togliere il fiato, come ogni racconto che si rispetti richiede. Un giorno una zingara, ammaliata dalla bellezza della giovane fanciulla, la rapì e la tenne con lei, finché la giovane non si dimenticò le proprie nobili origini e la propria famiglia. Anni dopo, gli stessi zingari, ripassarono per le strade di Bernalda, proprio nel giorno in cui l’ormai anziana Lalla Micca morì. Le campane iniziarono a suonare a lutto e, come nei migliori racconti, la giovane fanciulla riconobbe quel suono, ricordandosi chi fosse e le proprie nobili origini. Si narra che all’interno del palazzo, l’anziana madre o meglio il suo fantasma, stia ancora aspettando il ritorno della figlia.

 

Due storie affascinanti, non c’è che dire, due storie che raccontano Bernalda e la magia che da sempre la avvolge.

Articolo di Alice Mion