Carnevale in Italia: in viaggio tra Venezia, Viareggio e Ivrea

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Festa, scherzo, dolcetti stagionali, maschere, sono i simboli indiscussi del Carnevale. Ma non dimentichiamo che siamo in Italia, dove la varietà la fa da padrone. Allora ecco tre Carnevali, molto famosi e molto diversi tra loro. Scegliete l’atmosfera che preferite e fatevi guidare dalla magia e dal mistero di questa particolare festività.


Venezia

Se vi dovesse capitare di trovarvi a Venezia in questo periodo, guardate per terra. E’ l’unico modo certo per sapere se il Carnevale si sta avvicinando; quello che vi capiterà di vedere, se siete fortunati, è una distesa di piccoli coriandoli e stelle filanti. Il tema predominante quasi ogni anno è il ‘700, con il suo sfarzo e il suo lusso, con i vestiti broccati larghi come una calle e con il mistero di quelle inquietanti maschere bianche che raccontano una storia. Un consiglio agli eventuali visitatori; non fatevi guidare solo dalla folla, ma anche dal vostro istinto e dalla vostra gola; scoprirete una Venezia diversa, quella dei veneziani, quella di chi fa la fila per comprare le “fritoe” da Tonolo, di chi ha il viso e le mani sporche dello zucchero a velo dei “galani”, quella di chi si trova in hosteria, magari vestito in maschera, a raccontarsi le storie di una città che era e che forse non sarà più. Il Carnevale è diventato un momento dolce e amaro per gli autoctoni: se da un lato a tutti piace far festa e vivere un’esperienza magica e sognante, dall’altro il flusso incontrollato di turisti rende impossibile le normali attività quotidiane. E allora si sentirà il portantino sbuffare, la signora con la spesa urlare qualche imprecazione e lo studente fuori sede arrivare in ritardo alla lezione. Ma d’altronde questa è Venezia, e questo è il suo Carnevale, riflesso di una città che era e che forse non sarà più.

Viareggio

“Viareggio è il Carnevale!”. E’ questa la scritta che noterete subito scritta in caratteri cubitali lungo il moletto della ridente cittadina toscana. Come dargli torto in fin dei conti, forse Viareggio è proprio la città che incarna al meglio i valori e le tradizioni di questa festa. Il gioco, la presa in giro, il ribaltamento della sfera sociale sono da sempre le fondamenta per un Carnevale di successo.  E fin dal lontano 1873, Viareggio ha ribadito questo concetto, forte e chiaro. Simbolo di questo spettacolo sono i carri allegorici, vere opere d’arte in movimento che nel corso dei secoli hanno visto una crescente evoluzione della tecnica, volti a creare meraviglia e stupore nei cuori della folla. E allora vi capiterà di vedere l’imponente carro dedicato a Thriller di Michael Jackson, con tanto di musica di accompagnamento e zombie di cartapesta, Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella vestiti da sposi pronti al viaggio di nozze, imponenti e coloratissimi unicorni che sparano stelle filanti e coriandoli. Realtà, satira e magia si mescolano in un connubio tutt’altro che banale o disordinato, ma fatto dalla gente per la gente, per dimenticare, almeno per qualche giorno, gli affanni della vita.

Ivrea

Immaginate un luogo dove la tradizione medievale riprende vita ogni anno. Facile, siamo in Italia, di luoghi dove la Storia si respira e pulsa ce ne sono fin troppi.Ma, in un articolo che si occupa del Carnevale, non possiamo non citare Ivrea. Lo spirito dello Storico Carnevale di Ivrea risale a una storia antica, di quelle che le nonne raccontano ai nipotini magari sussurrate sottovoce per non farsi sentire dai genitori; è una storia che parla di un tiranno, ucciso dalla figlia del mugnaio dopo essersi ribellata allo jus primae noctis, di una rivolta cittadina finita nel sangue. La città di Ivrea ha deciso di mantenere viva questa tradizione, senza omicidi e rivolte popolari ovviamente, ma con lo stesso spirito di autodeterminazione e orgoglio eporediese. Ed ecco allora che sotto il periodo carnevalesco si inscena ogni anno il tradizionale “getto delle arance”, quasi catarsi, momento in cui un tragico avvenimento viene tramutato in scherzo. Una sorte di enorme “gioco di ruolo” che coinvolge tutti i cittadini, che ricoperti di succo d’arancia, celebrano ancora una volta la libertà e la Storia.

 

Articolo di Alice Mion.