Alla scoperta di Verona, tra storia e gastronomia.

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Maya, con la sua simpatia e il suo talento per la recitazione, ci farà scoprire le bellezze nascoste di Verona e ci parlerà dell’antica ricetta della “pastissada”, stracotto a base di cavallo dalla storia antichissima e misteriosa.

Ciao Maya, vuoi presentarti?

Ciao, mi chiamo Maya e sono nata in Bulgaria. Ho conseguito la mia prima laurea in archeologia. Successivamente ho preso un Master riguardate gli studi classici negli Stati Uniti e uno riguardate il turismo internazionale in Gran Bretagna. Purtroppo non ho mai lavorato come archeologa, in BulgariA ci sono moltissimi cacciatori di tesori e non era mia intenzione collaborare con loro. L’archeologia per me è conoscenza e curiosità e non una mera fonte di guadagno. Ho fatto la professoressa universitaria di inglese quasi per 12 anni in Bulgaria. Anche qui continuo a lavorare con la lingua inglese, ma in ambito privato. Purtroppo nelle scuole di lingue vengono assunti solo insegnanti madrelingua e, nonostante io abbia anche il certificato di Cambridge che mi rende più che idonea per l’insegnamento della lingua inglese, non riesco a trovare un’occupazione in ambito pubblico. A Verona, dove abito adesso, ho iniziato a fare la guida turistica dopo aver passato l’esame statale in Bulgaria con votazione 30 e lode.

Come sei venuta a conoscenza del progetto Artès?

Stavo cercando informazioni su internet. Anche in Gran Bretagna avevo già sentito parlare di turismo esperienziale; lì è un tipo di turismo molto in voga, che già da mezzo secolo sta riscuotendo successo. Inoltre devo dire che dentro di me c’è un’attrice; anche quando insegnavo mi piaceva spiegare le cose in modo divertente e coinvolgente ai miei studenti, inventando qualche storia per rendere l’apprendimento più facile. Ho deciso quindi di fare alcune ricerche per vedere se esisteva in Italia qualche progetto in grado di soddisfare la mia voglia di fare turismo in modo diverso da quello tradizionale, e ho trovato il progetto Artès! Ho frequentato il corso di Padova e sono rimasta estremamente colpita dal modo in cui viene concepito il turismo, dai valori trasmetti e dall’amore e la passione per questo meraviglioso lavoro.

Perché hai deciso di diventare operatrice del turismo esperienziale?

L’idea di fare la guida turistica tradizionale non mi interessava molto. Spesso vedo gruppi di turisti molto numerosi che non vengono per nulla seguiti, ai quali vengono solo raccontate un sacco di nozioni, date e nomi, ma senza passione, amore e volontà di far capire effettivamente cosa si sta guardando. Per me la cosa fondamentale è far sentire il turista a casa, non un estraneo in una città o un paese completamente diverso dal suo; se porto un turista indiano a Venezia, ad esempio, mi piace fargli notare che l’architettura di alcuni palazzi richiama fortemente lo stile orientale a cui lui è abituatoe che subito lo collega con il suo paese, l’India in questo caso, che in effetti ha è stata fonte di ispirazione epr l’architettura veneziana! Per il turista orientale è come una rivelazione. In questo modo la città entrerà a far parte del suo cuore, del suo range di ricordi da custodire per sempre. Diventare operatrice del turismo esperienziale mi ha permesso di aprire la mia anima a chi deciderà di visitare Verona con me, e non vedo l’ora di potermi mettere alla prova!

Di cosa parla la tua Storia Artès?

La mia Storia Artès narra di Re Teodorico degli Ostrogoti e della ricetta della pastissada, uno stracotto di carne di cavallo. È una ricetta antichissima le cui tracce risalgono al 489 a.C. Io interpreterò il ruolo di una blogger interessata alla cucina medievale in cerca delle fonti per poter ricreare questa antica ricetta. A causa del mio nuovo telefono, ho però perso tutte le informazioni utili per ricostruire la storia di Re Teodorico a Verona e per poter ricreare la pastissada.
La ricetta nasce dopo la battaglia che si svolse a San Martino Buonalbergo tra Re Teodorico e Re Odoacre, dopo che quest’ultimo era entrato in Italia. Alla fine di questa sanguinosa battaglia, il campo dove si svolse era pieno di carcasse di cavalli. La popolazione locale, povera e affamata, chiese a Re Teodorico di poter utilizzare la carne degli animali per poter mangiare, e così, dalla clemenza e generosità del re, nacque la pastissada. Quello che vorrei fare con i turisti sarà portarli in giro per la città, cercando tutte le tracce presenti di epoca romana risalenti al periodo di Re Teodorico, mostrando un lato nascosto di Verona, un lato che spesso viene tralasciato e tenuto nascosto. La Verona dei romani è qui con noi, non si mostra subito, ma è viva e pulsante e vuole solo essere riscoperta. Alla fine del tour della città ci fermeremo al Ropeton, antica osteria situa nel centro di Verona, dove lo chef ci insegnerà a realizzare l’antica ricetta.

Un tuo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe portare il turismo esperienziale anche nella mia terra natia, la Bulgaria. Penso che il turismo esperienziale rappresenti una novità degna di essere esportata; è condivisione, gioia, è aprire la propria anima e il proprio cuore a chi visita un determinato luogo. Spero di riuscire nel mio intento il più presto possibile.
Intervista di Alice Mion